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Articolo: Quanti strati servono davvero al tuo neonato? La guida della Puericultrice Roberta

Sacco nanna in bambù e cotone Ellepi

Quanti strati servono davvero al tuo neonato? La guida della Puericultrice Roberta

"Ha freddo?": la domanda che (quasi) tutti i genitori si fanno

Sacco nanna in bambù e cotone Ellepi

È una delle prime domande che ci si pone guardando un neonato: sembra così piccolo, così fragile, da far pensare che senta il freddo molto più di noi. Da qui nasce l'abitudine più diffusa, coprirlo più del necessario.

Ma vestire bene un neonato non significa aggiungere strati a caso. Significa adattare l'abbigliamento all'ambiente, alla situazione e ai suoi segnali reali.

In breve, prima di partire

  • Un solo strato in più rispetto a quello che indosseresti tu, nello stesso ambiente
  • Meglio più strati leggeri che un capo pesante unico
  • Il tessuto conta quanto la quantità: fibre naturali e traspiranti aiutano la termoregolazione
  • Per capire se ha caldo o freddo controlla nuca e torace, mai mani e piedi
  • In culla il rischio più insidioso non è il freddo, è il surriscaldamento

Il neonato ha davvero più freddo di noi?

Nei primi mesi il sistema di termoregolazione del bambino è ancora immaturo. È vero, quindi, che ha bisogno di qualche attenzione in più rispetto a un adulto nello stesso ambiente.

La regola di partenza, non quella definitiva, è vestirlo con un livello di abbigliamento leggermente superiore a quello che indosseresti tu, nella stessa stanza o alla stessa temperatura esterna.

È solo un punto di partenza. Un bambino che dorme in una stanza riscaldata non ha bisogno degli stessi vestiti di uno che sta all'aperto in una giornata fresca. E ciò che è adeguato a gennaio può essere eccessivo già a marzo, anche se la temperatura ci sembra ancora "fredda".

Non esiste, in altre parole, una combinazione di vestiti valida per tutti i bambini e per tutte le occasioni.

Meglio vestirlo a strati

La strategia più semplice ed efficace è usare più strati leggeri invece di un unico capo pesante. Il vantaggio è pratico: se la temperatura cambia, puoi intervenire subito, togliendo o aggiungendo solo quello che serve.

Pensa a una giornata tipo: casa, automobile, negozio riscaldato, passeggiata all'aperto. Un bambino vestito a strati facilmente rimovibili si adatta a ogni situazione molto più velocemente rispetto a chi indossa un solo capo pesante, che si può solo togliere del tutto.

Il principio da ricordare

L'abbigliamento deve poter cambiare insieme all'ambiente.

Il tessuto conta quanto il numero di strati

Non basta contare "quanti vestiti" indossa il bambino. Anche il materiale con cui sono fatti conta, e non poco.

I tessuti naturali e traspiranti come cotone e bambù aiutano la pelle a regolare meglio la temperatura, assorbendo l'umidità invece di trattenerla. Alcuni materiali sintetici, al contrario, tendono a trattenere il calore e a far sudare il bambino anche quando l'ambiente non è particolarmente caldo.

La pelle di un neonato è più sottile e più permeabile di quella di un adulto, quindi reagisce più facilmente a fibre ruvide o a residui chimici sui tessuti. Per questo le certificazioni tessili non sono un dettaglio da etichetta: garantiscono l'assenza di sostanze nocive nel prodotto finito, cuciture e accessori compresi.

Certificazione OEKO-TEX Standard 100

Certificato OEKO-TEX

Da Ellepi ogni capo è certificato OEKO-TEX Standard 100 proprio per questo motivo: un body, una tutina o uno strato esterno non sono tutti uguali, e il tessuto giusto fa la differenza tanto quanto lo strato in più o in meno.

Come capire se il bambino sta bene

Qui arriva la parte che mette più in difficoltà i genitori. L'istinto è controllare subito mani e piedi, ma è un errore comune: queste estremità possono essere fredde anche quando la temperatura corporea del bambino è del tutto adeguata, perché la circolazione periferica nei neonati funziona in modo diverso rispetto a quella di un adulto.

Il punto giusto da toccare, in caso di dubbio, è la nuca o il torace. Una pelle molto calda o sudata è un segnale che il bambino è probabilmente troppo coperto. Una pelle più fresca, invece, va valutata insieme al contesto: magari serve davvero uno strato in più.

Non serve trasformare ogni controllo in una preoccupazione continua. Imparare a conoscere il proprio bambino richiede solo un po' di tempo.

Surriscaldamento e sonno sicuro

Quando si pensa a un neonato la preoccupazione più comune è il freddo, ma anche il caldo eccessivo va evitato con la stessa attenzione, soprattutto durante il sonno, quando il bambino non può togliersi da solo un indumento se sente troppo caldo.

Attenzione al surriscaldamento

La culla dovrebbe restare un ambiente semplice: niente cuscini, piumoni, coperte libere, paracolpi o altri oggetti morbidi. Il sacco nanna è una soluzione pratica proprio perché tiene il bambino coperto senza lasciare una coperta libera nel lettino.

Anche qui non vale la regola "più è caldo, meglio è". I sacchi nanna si classificano anche in base al valore TOG, che indica il grado di calore del prodotto: la scelta va fatta in base alla temperatura della stanza, seguendo le indicazioni del produttore e adattando di conseguenza ciò che il bambino indossa sotto.

Quando uscite di casa

Fuori casa le condizioni cambiano rapidamente: una passeggiata d'inverno, un viaggio in automobile, l'ingresso in un locale riscaldato sono situazioni molto diverse tra loro nel giro di pochi minuti.

Per questo conviene sempre portare con sé uno strato facilmente aggiungibile o rimovibile. Una mussola leggera, per esempio, è pratica proprio perché permette di adattarsi in fretta senza dover cambiare completamente il bambino.

E quando entrate in un ambiente molto caldo, ricordatevi di ridurre gli strati: è la parte che si dimentica più spesso.

Il consiglio della Puericultrice Roberta

Se c'è una cosa che vorrei lasciarti è questa: non vestire il tuo bambino pensando che "più è coperto, meglio è". Parti da un abbigliamento adeguato alla situazione, osserva il suo corpo e modifica gli strati quando l'ambiente cambia.

Mani e piedini freddi non significano automaticamente che il bambino abbia freddo. Guarda la nuca, il torace, e soprattutto impara ad ascoltare i suoi segnali. Prendersi cura di un neonato non significa coprirlo il più possibile, significa trovare il giusto equilibrio per farlo stare bene e al sicuro.

I capi giusti per iniziare, a strati

Li trovi tutti su shop.ellepionline.it, gli stessi capi che Roberta consiglia ogni giorno.

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